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30/03/2007 - Unveiling Day
Valencia - Quando domenica cadranno ‘le gonnelle’ delle barche, finalmente i segreti della 32ma America’s Cup saranno sotto gli occhi di tutti.
Diversamente che in passato, tutti i team sono chiamati a scoprire le chiglie delle barche all’inizio della competizione. Nella 31ma America’s Cup di Auckland, soltanto i finalisti della Louis Vuitton Cup e il Defender avevano dovuto farlo. Molta sorpresa aveva destato la famosa ‘Hula’ di Team New Zealand, catturando l’attenzione di pubblico e media.

Dopo mesi e mesi di attese e pettegolezzi- alimentati dal fatto che il Defender si liberava dei teloni solo in alto mare e li rimetteva parecchio prima di tornare in banchina – la curiosità veniva finalmente soddisfatta. Ma le domande non erano finite: come funzionava l’’Hula’? Era regolamentare? E poi, sarebbe stata capace di difendere TNZ dagli attacchi del futuro challenger? La gente sembrava entusiasta e non pochi esperti gridarono al miracolo, convinti che si trattasse della scoperta del secolo...
Ma, come sappiamo, le cose andarono diversamente: la barca Defender subì tali danni strutturali da essere costretta al ritiro in due occasioni. E la validità dell’Hula rimase misteriosa...
Anche in altre occasioni, le novità progettuali introdotte con l’America’s Cup non furono immediatamente comprese: nel 1983, quando Australia II scoperse la chiglia, non pochi scossero la testa con disapprovazione, non capendo come una chiglia che sembrava montata al contrario e con delle stranissime alette, potesse migliorare le prestazioni della barca. Ma grazie a quell’idea, lo studio dello yacht design fece un importante balzo in avanti; le alette vennero studiate, migliorate e adottate anche in futuro o su altro tipo di imbarcazioni.

Se domenica sotto i teloni dovesse nascondersi un’idea rivoluzionaria, sarebbe certamente ‘colta’ al volo dagli occhi più esperti ma passerebbe comunque del tempo prima di essere compresa e assimilata. È opinione comune che la nuova Versione 5 della formula di Classe non consente radicali innovazioni ma questo non significa che le novità non ci saranno affatto, anzi: bisogna saper scorgere i piccoli (e solo in apparenza minori) dettagli, saper riconoscere le differenze nelle posizioni, nelle misure, nelle forme, per capire i diversi approcci progettuali.

Come si svolge l’Unveiling Day?
Sabato 31 marzo tutti i team dovranno dichiarare al Comitato di Regata le barche stazzate (massimo due) che intendono usare per la stagione. La mattina seguente alle ore 09.30, un segnale sonoro indicherà l’inizio dell’Unveiling Day e l’apertura delle basi dei team per i giornalisti accreditati e per i rappresentanti degli altri team e della ‘famiglia ACM’. Alle ore 11.30 le basi saranno aperte al pubblico.
Da quel momento fino alla conclusione della 32ma America’s Cup, le barche dovranno rimanere sempre scoperte sia in acqua sia a terra.
In un evento dove da sempre la segretezza è uno dei fattori dominanti, la decisione di scoprire tutte le carte all’inizio della competizione è decisamente rivoluzionaria!

AmericasCupMedia
Redazione Velanet

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