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24/03/2018 - VOR: la durezza del Southern Ocean

Photo credit:©Jeremie Lecaudey/Volvo Ocean Race

La durezza del Southern Ocean sta cominciando a farsi sentire su uomini e mezzi della flotta della Volvo Ocean Race, con condizioni sempre più difficili. MAPFRE e Scallywag sono vittime di lievi incidenti, mentre Turn the Tide on Plastic prende la testa della flotta.

Il vento soffia costantemente sopra i 30 nodi, con raffiche vicine ai 40 e onde che raggiungono i 5 metri di altezza. Gli spagnoli di MAPFRE, che erano i battistrada al rilevamento delle ore 8 questa mattina, hanno informato il race control di Alicante di aver subito un danno alla rotaia della randa sull’albero, un problema che ha rallentato il loro progresso. Il team si mantiene tuttavia saldamente in seconda piazza. “Abbiamo un piccolo problema alla rotaia dell’albero.” Ha scritto in una email da bordo lo skipper Xabi Fernández questa mattina. “Abbiamo fatto una riparazione temporanea e restiamo in regata.” L’esperto navigatore Juan Vila ha aggiunto: “Restiamo concentrati per salvaguardare gli uomini e la barca. Abbiamo avuto una rottura sulla rotaia e ora dobbiamo cercare di restare in equilibrio fra spingere a fondo e sapere quando è il momento di togliere il piede dall’acceleratore.”

Sun Hung Kai/Scallywag, che si trova in coda alla flotta con un distacco di un centinaio di miglia, ha pure informato di avere subito un danno a una puleggia delle sartie volanti. Il danno è stato riparato velocemente e il problema è stato risolto, ma il team ha perso alcune miglia. “Stavamo strambando al limite della zona di esclusione dei ghiacci e la puleggia si è messa al contrario, quindi quando abbiamo tirato la volante si è rotta e ha tranciato la coda della cima.” Ha spiegato lo skipper David Witt.  “Siamo stati fortunati, avremmo potuto rompere la volante e perdere l’albero. Abbiamo dovuto fare una riparazione di fortuna, rimontare il tutto e ripartire. Siamo 110 miglia dietro, ma sono cose che succedono.”

Le sette barche stano progredendo velocemente verso Capo Horn, spinte da un vento da ovest di tempesta. Strambare al limite sud della zona di esclusione è un lavoro duro, faticoso. “Ci sono 35/4 nodi di vento e onde enormi.” Ha spiegato in un collegamento video lo skipper olandese di team Brunel Bouwe Bekking, che ha preso parte alla regata non meno di otto volte. “Da un lato è una navigazione molto divertente, ma dall’altro è abbastanza stressante perché si sa che se qualcosa va storto, va terribilmente storto. Bisogna riuscire a trovare il giusto equilibrio.”

Il team che sembra essere riuscito a trovare questo equilibrio è Turn the Tide on Plastic su cui corre anche l’italiana Francesca Clapcich, che grazie all’esperienza di due veterani di queste acque come la skipper Dee Caffari e il navigatore Brian Thompson che hanno entrambi navigato anche in solitario intorno al mondo, ha preso la testa della flotta al rilevamento delle ore 14 e procede a velocità oltre i 23 nodi.  “Siamo quasi sempre sommersi dalle onde! Strambata! Una e un’altra ancora. E’ una giornata impegnativa e c’è un sacco di vento quaggiù.” Ha twittato Dee Caffari.

Meglio per tutti abituarsi alla situazione, perché le previsioni dicono che ci saranno altre giornate così.

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Credit: Carla Anselmi – Italian media manager
Redazione Velanet

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