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19/04/2015 - VOR: partita la sesta tappa Itajaì-Newport

Photo credit: © Ainhoa Sanchez/Volvo Ocean Race

Oggi alle 14 locali (le 19 ora italiana) ha preso il via la sesta tappa della Volvo Ocean Race, da Itajaì in Brasile alla volta di Newport nello stato nordamericano del Rhode Island, per oltre 5.000 miglia di navigazione strategicamente e meteorologicamente complessa. Il percorso costiero, corso come ieri la regata in-port con un vento leggerissimo, che ha costretto gli organizzatori a ridurre il percorso, ha visto Team Alvimedica lasciare per primo la baia.

Dopo quasi due settimane di riposo, di lavori intensi di riparazioni nella calorosissima atmosfera di Itajaì, le sei barche della flotta della Volvo Ocean Race sono tornate alla competizione offshore, alla sesta tappa, ovvero 5.010 miglia teoriche da Itajaì fino a Newport, nello stato USA del Rhode Island che pur essendo indiscutibilmente una delle capitali mondiali della vela accoglierà per la prima volta una tappa del giro del mondo a vela. Una tappa che vedrà, dopo oltre sei mesi di regata, i sei team ritornare nell'emisfero settentrionale e che offrirà un menu dei più vari sia dal punto di vista tattico/strategico che meteorologico, con opzioni non scontate da prendere, e che dovrebbe durare circa tre settimane.

La fase iniziale della tappa ha dato occasione alle numerose barche spettatori di ammirare i sei Volvo Ocean 65 ma certo non si può dire essere stata veloce. Come successo ieri, infatti, è stata caratterizzata da un'aria praticamente assente, tanto che il comitato di regata ha deciso di accorciare il percorso costiero e di far proseguire la flotta direttamente dopo la prima boa, che le barche hanno raggiunto dopo oltre un'ora dallo start. La partenza è stata in slow motion tanto che Abu Dhabi Ocean Racing, trovatosi dalla parte sbagliata della linea non è riuscito a tagliare se non diversi minuti dopo, dovendo letteralmente tornare indietro a passo di lumaca, vista la quasi totale assenza di vento. Ma il resto della flotta non ha avuto miglior fortuna, restando praticamente ferma per molte centinaia di metri. Per la cronaca i primi a passare la boa sono stati i giovani di Team Alvimedica, con cui corre l'unico italiano della regata Alberto Bolzan, che in questa tappa avranno una motivazione in più per far bene dato che l'arrivo è a Newport, loro porto d'attracco. A poca distanza è passata la barca rossa degli spagnoli di MAPFRE e poi Abu Dhabi Ocean Racing, Team SCA, Dongfeng Race Team e Team Brunel nell'ordine.

Secondo Gonzalo Infante il meteorologo della Volvo Ocean Race, già le prime fasi della tappa potrebbero essere non semplici, e la rotta verso l'emisfero nord “piena di sfide e molto intensa”. Già dopo poche ore dalla partenza, le barche potrebbero già dover far i conti con le prime difficoltà con un fronte freddo che pare in formazione nella Zona di Convergenza Sudamericana (SACZ).

"Sarà divertente perché passeremo da maglietta e short alla partenza e poi forse a tutto quello che abbiamo messo nelle borse” ha commentato con ironia Simon Fisher, navigatore di Abu Dhabi Ocean Racing.

"Una volta partiti da Itajaí, pare chiaro che cercheremo di agganciare gli alisei di sud-est il prima prossibile. Sembra che navigheremo bordeggiando lungo la costa del Brasile con rotta verso l'Equatore. Raggiungeremo la zona più alta dell'Atlantico meridionale, caratterizzata da aree di alta pressione. Poi dovremmo passare per la quarta volta l'Equatore e trovarci nelle calme dei Doldrum.” Ha spiegato il navigatore di Team Brunel, il veteranoAndrew Cape, che ha aggiunto: “Quando riusciremo a uscire dalle calme equatoriali, rientreremo nell'emisfero nord dopo sei mesi di regata e dovremmo entrare in un flusso più stabilito di aliseo di nord-est.”

La Leg 6 in dettaglio

Percorso: da Itajaì in Brasile a Newport Rhode Island, USA - Lunghezza: 5.010 miglia

Si tratta di una tappa più costiera, ma con alcune insidie e opzioni oceaniche da prendere in considerazione. La frazione ha anche un valore storico, visto che sarà la prima volta che il giro del mondo arriverà a Newport, nello stato nordamericano del Rhode Island, che insieme alla neozelandese Auckland è considerata come una delle capitali mondiali della vela.

Nel tratto seguente alla partenza da Itajaí, il clima potrebbe rivelarsi molto variabile e con frequenti temporali. La domanda cui dovranno rispondere i team è: sotto costa o al largo? E ancora, meglio sfruttare le arie termiche prodotte dalla terraferma oppure le brezze di mare? Non facile visto che la brezza di terra è una caratteristica delle zone costiere del Brasile ma non si può certo considerare come una variabile costante. Il problema strategico successivo sarà come “girare l'angolo” del Brasile a Recife. Sono due i fattori da tenere in considerazione e per cui trovare un equilibrio, più si va al largo e più il vento dovrebbe essere stabile, ma in questo caso si fa più strada. C'è una regola non scritta che dice: stare a 10 miglia dalla costa oppure a oltre 100 miglia. Esiste u'altra componente importante, ossia la corrente brasiliana che corre lungo la costa da Recife a Buenos Aires in direzione sud e sulla quale i navigatori potrebbero cercare giocare a loro favore.

Una volta allontanatisi dalla costa brasiliana i team cercheranno di entrare nel flusso degli alisei di sud-est. In teoria gli alisei dovrebbero stabilizzarsi non troppo a nord di Rio. Una volta entrati in questo flusso, far correre al massimo la barca è la vera priorità prima del passaggio dei Doldrum, la zona delle calme equatoriali, che segue e che gli equipaggi attraverseranno per la quarta volta dall'inizio del giro. Dovrebbe trattarsi di un passaggio relativamente semplice, ma come sempre il gioco delle nuvole e dei temporali potrebbe essere importante. Inoltre, coloro che si portassero troppo a est una volta entrati nell'emisfero nord, potrebbero vedersi obbligati a fare molta strada di bolina.

La sezione finale è potenzialmente la più complessa. La flotta farà rotta nord-ovest lontano dall'influenza dell'alta pressione delle Azzorre e nel cammino dei sistemi depressionari che si formano nel continente americano per dirigersi verso l'Europa. Il comportamento di questi sistemi è cruciale nell'approccio a Newport, soprattutto in un periodo dell'anno dove è possibile incontrare formazioni meteo piuttosto intense.

Nel tratto di avvicinamento alla costa USA, grosso modo dalla latitudine di Miami fino a Newport, i navigatori possono optare per rimanere nella Corrente del Golfo, il cosiddettoGulf Stream,e rimanere più al largo per giocare con i sistemi meteo della zona fino ad arrivare alle coste del Rhode Island, che spesso sono caratterizzate da venti deboli e instabili, soprattutto nelle ultimissime miglia.

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Credit: Carla Anselmi ‚Äď Italian media manager
Redazione Velanet

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