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28/07/2012 - Il punto sulla squadra azzurra a Londra

Il Direttore Tecnico della Nazionale Italiana Vela Luca De Pedrini, a 48 ore dall’inizio della competizione olimpica, illustra la situazione della squadra azzurra, l’ultimo periodo di allenamento e la giornata tipo durante le regate.

De Pedrini, coadiuvato da Valentin Mankin, è anche il tecnico di Gabrio Zandonà e Pietro Zucchetti (classe 470) e di Giuseppe Angilella e Gianfranco Sibello (classe 49er).

L’analisi di De Pedrini parte dal recente periodo di preparazione svolto in Gran Bretagna: “Come previsto, nell’ultimo periodo abbiamo sostenuto due importanti sessioni di allenamento con tutta la squadra qui a Weymouth. E’ stato un momento della preparazione molto intenso e utile – ha detto al telefono De Pedrini - perché abbiamo trovato condizioni meteorologiche molto diverse. La prima sessione è stata caratterizzata da giornate con vento di intensità medio, medio-forte, pioggia e freddo. Nella seconda, appena conclusa, invece abbiamo trovato clima e condizioni meteo che definirei mediterranee, molto simili a quelle della Liguria.
Queste variabilità climatica ha vivacizzato molto il “parterre” olimpico perché tutti attendevano condizioni di vento medio-forte ma nell’ultima settimana con vento leggero si è capito che questo non è un campo di regata monotematico e la scelta di una preparazione a 360° ci è sembrata la soluzione giusta.”

“Naturalmente ogni atleta predilige determinate condizioni – ha continuato il DT - e per fare una disamina classe per classe direi che nell’RS:X, Alessandra Sensini, nonostante l’argento vinto a Pechino dove di vento ce n’era proprio poco, preferisce intensità medio-forti mentre Federico Esposito si trova meglio con vento leggero, caratteristica confermata nelle ultime regate di allenamento dove si è comportato in modo egregio con vento molto leggero.
Anche Zandonà e Zucchetti (470M), che generalmente propendono per il vento medio, nelle ultime regate hanno fatto molto bene con vento leggero.
Giulia Conti e Giovanna Micol (470F) non hanno grosse preferenze, sono atlete solide in tutte le condizioni.
Nei 49er, Angilella e Sibello sono più a loro agio con vento medio o medio-forte, ma anche con quello leggero si sono comportati bene. Baldassari (Finn) si trova meglio con vento medio, ma può fare bene in tutte le condizioni. Infine, Francesca Clapcich (Laser Radial) e Michele Regolo (Laser Standard) sono atleti in grado di regalare al loro meglio in tutte le condizioni.”

De Pedrini ha poi affrontato il programma della competizione olimpica:
“Per quanto riguarda i prossimi appuntamenti, terminate le stazze, ci sarà la regata di prova del Comitato per tutte le classi, a cui non tutti partecipano perché da alcuni viene considerata un buon test preparatorio e da altri meno. Personalmente ritengo sia un buon “warm up”, non tanto per provare il campo, perché non è detto che la prima prova venga poi disputata sullo stesso campo, ma per entrare subito nel clima della competizione. Chi decide di non partecipare alla regata potrà comunque allenarsi, ma solo al termine della prova, una regola che resta valida per gli atleti non impegnati in regata durante tutto il periodo.”

Dal 29 luglio inizieranno le regate e le giornate avranno uno svolgimento molto regolare.
“La prima colazione – ha raccontato De Pedrini - si farà tra le 8.00 e le 8.30 al villaggio, tutti insieme sotto il tendone. Alle 9.00 apre la base nautica, (prima l’accesso non è consentito ndr) dove si armeranno le barche e si terranno i briefing pre-regata.
Al primo briefing partecipano il nostro meteorologo della squadra Stefano Gallino e tutti gli allenatori. Durante l’incontro sarà analizzata la situazione meteo, verificate le rilevazioni costanti degli anemometri posti sulle due dighe esterne al campo di regata, si analizzeranno direzione e velocità delle correnti, il moto ondoso, sia generale su tutta l’area, sia quello dettagliato dei singoli campi di regata dove saranno impegnati i nostri atleti. Terminato il briefing, gli allenatori trasferiranno in modo molto pratico e sintetico, le informazioni necessarie ai loro atleti per poter affrontare la regata nel migliore dei modi.
Attorno alle 10.00, tutti in mare per raggiungere i campi di regata che distano da un minimo di 45 minuti, il più vicino, a un massimo di 75, i due più lontani, uno a sud e l’altro a est.”

Per quanto riguarda i tecnici, a differenza delle altre regate, dove hanno la possibilità di muoversi attorno al campo di regata, tenendosi a debita distanza, il protocollo olimpico impone delle limitazioni.

“Infatti – spiega il Direttore Tecnico - una volta iniziate le procedure di partenza, le nostre imbarcazioni dovranno tenersi in una zona delimitata posizionata sotto la linea di partenza e non potremo più muoverci.
Avremo quindi una visuale abbastanza limitata e, anche se i percorsi non sono molto lunghi e le flotte sono meno numerose rispetto a un mondiale o a una qualsiasi altra manifestazione internazionale, le osservazioni risultano più difficili e complicate.
Al termine della regata, prima dell’inizio della prova seguente, avremo l’opportunità di avvicinare l’atleta per fare subito una prima valutazione tecnica. Con lui analizzeremo tutta la regata, la partenza, il primo bordo, le scelte fatte durante la prova e poi forniremo le informazioni utili per la regata seguente. Al termine della giornata, dopo il rientro a terra, terremo un nuovo breefing, molto più approfondito, per il quale avremo a disposizione anche il tracking elettronico (percorso compiuto da ogni imbarcazione durante la regata) delle regate che dovrebbe essere fornito dagli organizzatori. Con questo strumento potremo commentare non solo le regate dei nostri, ma vedere anche cosa hanno fatto gli altri atleti, su tutti i campi e questo ci aiuterà a preparare le regate del giorno successivo.

Prima di concludere, De Pedrini ha fatto il punto sui due equipaggi delle classi 49er e 470 maschile, di cui è allenatore.
“Sono molto soddisfatto del lavoro che io e Valentin Mankin abbiamo svolto con loro e sono anche molto fiducioso.
Giuseppe Angilella e Gianfranco Sibello hanno lavorato a stretto contatto con Valentin, affrontando con grande determinazione un programma di lavoro molto intenso che ci ha fornito indicazioni positive, convalidate soprattutto dalle ultime regate di allenamento in cui l’equipaggio si è comportato molto bene. Naturalmente, in questo momento, non ci è possibile non pensare a Pietro Sibello e sono convinto che la sua passione, la sua vicinanza e la forza di carattere da lui dimostrata ci aiuteranno a fare bene in questi giorni di grande tensione.
Anche con Gabrio Zandonà e Pietro Zucchetti è stato svolto un intenso lavoro di preparazione e, come dicevo prima, abbiamo avuto sorprese molto positive con vento leggero, tanto che adesso non vedo per loro condizioni meteo “ostili” e le capacità per fare un buon risultato ci sono.”

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Credit: Ufficio Stampa FIV
Redazione Velanet

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