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07/05/2012 - VOR: lotta aperta in vista del traguardo

Photo credit: © Hamish Hooper/Camper/VOR

La flotta affronta in modi differenti il sistema di alta pressione che ne ha rallentato notevolmente la marcia lungo l’arcipelago delle Bahamas e fino all’ultimo waypoint obbligatorio dell’isola di Eleuthera. La distanza fra i due battistrada PUMA e CAMPER si è ridotta notevolmente, ma è la scelta dei francesi di Groupama di tenersi fra le isole quella che al momento sembra dare i migliori frutti. Chi ne ha pagato le conseguenze sono gli spagnoli di Telefónica che hanno perso contatto con i leader e anche la terza piazza. Anche Abu Dhabi è sceso sotto le 100 miglia di distacco e potrebbe rientrare in gioco. Quando mancano meno di 450 miglia al traguardo la lotta per la vittoria nella sesta tappa si fa sempre più aspra.

Proprio quando sembrava che le cose fossero decise, la mossa di Groupama ha spaiato le carte sul tavolo da gioco, confermando che questa sesta tappa della Volvo Ocean Race ha moltissimo ancora da dire e che probabilmente tutto si deciderà, proprio alle ultimissime miglia. Scegliendo di passare all’interno, a est, dell’arcipelago delle Bahamas, infatti i francesi non solo hanno riguadagnato una posizione, salendo in terza piazza, ma si trovano davanti una situazione meteo migliore, con un vento più fresco e costante che permette loro di far registrare quasi due nodi di velocità in più rispetto agli avversari. Un passo che pare avere preoccupato i leader della classifica generale, gli spagnoli di Telefonica, che subito hanno strambato per andare in copertura dei loro più prossimi inseguitori sul tabellone. Il sistema di alta pressione che si attendeva si è messo proprio sulla traiettoria della barca di Iker Martínez, obbligando il team a una reazione immediata e certo non sperata che gli ha fatto perdere 80 miglia su PUMA e la terza posizione.

Damian Foxall, timoniere e trimmer di Groupama 4 ha spiegato così la strategia del suo team:
“Sembra che siamo gli unici ad aver scelto di navigare a sud di Turks and Caicos. E’ una decisione che è stata condizionata dal fatto che l’abbiamo presa tardi, e i modelli meteo ci suggerivano una rotta diversa da tutti gli altri. Davanti c’è una zona di vento leggero che vogliamo evitare, e questa era l’unica opzione per avvicinarci agli avversari. E’ un rischio, perché ci separiamo dalla rotta tradizionale, ma d’altro canto potrebbe dimostrarsi positiva.”

La testa della flotta è sempre occupata da PUMA e CAMPER, ma sarà interessante vedere come evolverà la situazione nelle prossime ore. Da bordo di PUMA, il navigatore Tom Addis confessa la preoccupazione di vedere CAMPER avvicinarsi alla poppa della barca nera. In effetti la distanza fra i due battista si è ridotta a sole 10,8 miglia nel report di mezzogiorno, e entrambi avanzano a 8,2 nodi con un’aria leggera e instabile da nord-est mai superiore ai 5/6 nodi.

“Siamo vicinissimi, un paio di ore fa abbiamo visto CAMPER dietro di noi, con il binocolo, la prima volta da quella transizione di qualche giorno fa. Ci risiamo, ma fortunatamente Telefonica non c’è. E’ difficile prevedere esattamente cosa avremo nelle prossime 24 ore ma qualsiasi cosa sia, è certo che non sarà forte. E nella bonaccia possono succedere un sacco di cose.” Il velista australiano ha anche commentato la scelta dei francesi. “L’opzione di Groupama l’avevamo presa in considerazione anche noi, è meglio in termini di forza del vento perché si è più lontani dal centro dell’alta pressione, ma forse sarà più difficile uscire. Credo che guadagneranno, certamente su Abu Dhabi ma per noi non sono una minaccia immediata. Ma con 24 ore di aria leggera non si sa mai, bastano un nodo o due di pressione in più a fare la differenza.”

Contrariamente a quanto sembrano aver fatto gli spagnoli Addis sostiene che a bordo di PUMA non si pensa alla classifica generale. “Non pensiamo ai punti, stiamo cercando di vincere la tappa. Naturalmente ci sono scenari migliori di altri, ma visto che non abbiamo assolutamente il controllo sulla situazione, non ci pensiamo o non ne parliamo.” Questo scenario di instabilità di sicuro terrà alta la tensione a bordo delle cinque barche fino al traguardo, e in particolare dopo l’isola di Eleuthera, ultimo waypoint obbligatorio del percorso prima di Miami, che i team potrebbero affrontare in maniera diversa. Quanto all’ultima parte della navigazione verso Miami, Addis crede che: “Chiunque uscirà per primo avrà un po’ più di respiro perché poi saranno 100 miglia in linea retta, anche se ci sarà da attraversare al Corrente del Golfo, che potrebbe essere leggera e andare nella stessa direzione del vento. Doppiare per primi il faro di Eleuthera sarà importante.”

Tutti gli occhi sono quindi puntati sull’interessante duello Telefónica-Groupama, che al rilevamento delle 12 avevano 45 miglia di distanza laterale e navigavano sotto la costa dai due lati opposti delle stesse isole. La rotta di Groupama, visto il passaggio obbligatorio di Eleuthera, dovrà prima o poi congiungersi a alla rotta “tradizionale” seguita dagli avversari e l’equipaggio francese dovrà anche affrontare il passaggio di diverse isole dell’arcipelago delle Bahamas, mentre gli spagnoli potrebbero camminare praticamente in linea retta fino all’ultimo waypoint. Malgrado non abbia seguito i transalpini nell’opzione “interna” anche Abu Dhabi nelle ultime ore è riuscito a ridurre lo svantaggio, a scendere sotto le 100 miglia dal leader e al rilevamento delle 12 è ormai a sole 18,8 miglia da Telefónica.

Le previsioni per l’arrivo confermano la data del prossimo mercoledì 9 maggio, dunque il gruppo degli inseguitori dispone di sole 48 ore per tentare di approfittare dell’effetto di compressione provocato dall’alta pressione. Dopo 15 giorni di regata e 4.400 miglia il risultato rimane più che mai incerto. Al vincitore di ognuna delle rimanenti quattro tappe, infatti, andranno 30 punti (25 per il secondo, 20 al terzo e così via), le In-port race ne assegneranno altri 6, 5, 4, 3, 2 e 1 ed è quindi chiaro che la classifica è corta e potrebbe cambiare ancora. In caso di una possibile seconda vittoria consecutiva, PUMA potrebbe riavvicinarsi parecchio alla parte alta della classifica, ma certamente gli altri non staranno a guardare.

A Miami il pubblico ha cominciato ad affluire al Downtown Miami Race Village, che resterà aperto fino al prossimo 20 maggio, quando la flotta partirà alla volta di Lisbona per la settima tappa. Prima di affrontare la traversata dell’atlantico, a Miami gli equipaggi disputeranno tre prove, la regata di prova ufficiale il 17 maggio, la Pro-Am il 18 e la PORTMIAMI In-Port Race, che assegnerà punti, sabato 19.

Alle ore 12 di oggi, quando si entra nel quindicesimo giorno di regata e sono meno di 450 miglia a Miami, in testa è sempre PUMA con un vantaggio di 10,8 miglia su CAMPER, Groupama 4 è risalito in terza posizione a 78,3 miglia mentre Telefonica è quarto a 80,4 e Abu Dhabi quinto a 99,2 miglia dai primi. La migliore media di velocità è quella dei francesi con 10 nodi, opposta a quella degli spagnoli con 6,4 nodi.

Posizioni al rilevamento delle ore 10 GMT (le 12 ora italiana) del 7 maggio:
1. PUMA Ocean Racing powered by BERG a 442,4 miglia da Miami
2. CAMPER con Emirates Team New Zealand, +10,8
3. Groupama sailing team, +78,3
4. Team Telefónica , +80,4
5. Abu Dhabi Ocean Racing, +99,2
- Team Sanya, DNS

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Credit: Carla Anselmi - Media Manager Italia
Redazione Velanet

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