NUMERO: 1836311903 | Lug - Dic 2012
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Esperienze personali

Gita sul Buser

Finalmente!!

Dopo molteplici rinvii a causa dei miei impegni lavorativi e di accudimento familiare, giovedì scorso( 09/10/2008) siamo riusciti a fare un uscita in barca con Sergio.

L’incontro era fissato per le 9.15 davanti al parcheggio dell’Ipercoop di Lastra a Signa, appena lasciati a scuola la rispettiva prole e nipotanza.

Le previsioni davano una giornata variabile, vento forza 2-3 direzione E-NE con mare poco mosso o localmente mosso; gli accordi erano” si arriva lì e si vede..se si può si esce altrimenti si guarda la barca e si sta un po’ insieme”.

Arriviamo a Marina di Pisa dopo un tranquillo viaggio senza code o intoppi e già l’odore del mare, quella luce così caratteristica che impregna i posti della costa, cominciavano a suscitare sensazioni  forti dentro di me.

Lasciamo la macchina lungo la statale (non prima di essere passati dal benzinaio per acquistare un po’ di carburante) ed entriamo nel “marina”.

Il posto è caratteristico e molto particolare (chi conosce gli approdi presenti in Bocca d’Arno sa di che cosa sto parlando) in quanto mi sono trovato davanti ad un molo normalissimo con pontili galleggianti, colonnine con acqua e luce, ecc., con l’unica differenza di essere immerso completamente nel verde.

Le piante, gli alberi, i cespugli, sopravanzano fino alla riva creando uno spettacolare effetto visivo e….una comodissima ombra fino alle barche (che non guasta mai).

Sergio mi precede sul pontile …..

 

e dopo pochi minuti ci troviamo a discendere, verso le 10.30, vele incocciate e motore al minimo, lungo l’Arno che placidamente si avvia ad incontrare il mare, poco oltre.

La natura è bellissima e ovunque, costeggiando la tenuta di S. Rossore, si possono vedere flora a fauna caratteristiche degli specchi d’acqua, uccelli di molte specie e pesci che guizzano fuori davanti alla prua della barca.

Non posso documentare la cosa perché stupidamente non ho fatto alcuna fotografia.

Dopo circa venti minuti di lenta e costante discesa ci troviamo alla foce del fiume, usciamo per un altro paio di centinaia di metri in direzione sud-est e arriva attesissimo il momento che più mi piace quando esco da un porto: il motore viene spento e il silenzio, o meglio la voce del vento e del mare, cominciano a parlare.E’ fantastico!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Immediatamente viene acceso il GPS e viene fatta la valutazione della sua funzionalità; Sergio mi mostra il suo zainetto all’interno del quale sono contenute tutte le strumentazioni relative alla navigazione: cellulare sempre carico, GPS, VHF portatile, bussola da rilevamento, torcia e quant’altro sia necessario.

 

Mentre saldamente io resto al timone….

 

 

 

 

 

 

 

 

 ….e qui apro una “parente”, come diceva qualcuno: se voglio continuare ad andare in barca, e, soprattutto da solo, devo ASSOLUTAMENTE perdere, per lo meno, 20 kg!!

 

Mentre saldamente io resto al timone, dicevamo, Sergio si affaccenda dentro la barca, sistemando le cose e descrivendomi i lavori e le migliorie fatte, mostrandomi tutto ciò che c’era a bordo.

 

Come si può notare dalle foto, questo Piviere non è ” open space” al suo interno,; bensì è suddiviso da una paratia che permette di avere un altro ambiente a prua, con WC e lavandino, utilizzabile come ulteriore cabina, cala delle vele, laboratorio, cuccetta, ecc.

Sergio ha anche realizzato un circuito per la raccolta delle acque nere; con una barca in possesso di tale dispositivo si ha l’autorizzazione per poter entrare anche nelle riserve marine.

La navigazione procede tranquilla in direzione di Livorno……

 

…e ben presto arriviamo in vista dello “shift”…

 

….un faro che precede e sopravanza la Torre della Meloria..

 

A dritta, lungo la linea dell’orizzonte, come un fantasma che affiora dalle acque, si poteva notare anche la silhouette dell’Isola di Gorgona ( Sergio potrebbe scrivere narrando dell’avventura avuta con un gruppo di un charter e dell’ospitalità ricevuta dalle guardie dell’isola durante una burrascosa traversata,che doveva fare rotta verso Capraia ma che si è arrestata molto prima).

 

Il tempo è trascorso piacevolmente, parlando di tutto, senza sovrastrutture, in piena libertà e, per le mie caratteristiche di indole, si è rivelato un ottimo compagno di viaggio.

Ho timonato tutto il tempo, dalla partenza al ritorno, salvo pochi minuti in cui sono sceso in cabina per mettermi una felpa.

Non ci sono stati stress di regolazioni continue da fare e Sergio mi ha lasciato il totale, continuo controllo della barca (di questo lo ringrazio infinitamente) incaricandosi lui di tutte le operazioni a prua e permettendo a me di godere della giornata in maniera piena e totale.

 

In prossimità della Meloria, essendosi fatte le 14 abbiamo deciso di tornare verso casa e, con un vento che a tratti e arrivato fino a 8-9 nodi, abbiamo virato e ci siamo incamminati verso Marina di Pisa.

Intorno alle 17.30, davanti all’ingresso del fiume, tiriamo giù le vele e con il motore al minimo ripercorriamo in senso inverso il percorso fatto la mattina.

 

Anche in questa occasione Sergio mi ha lasciato il compito di timonare e guidandomi da prua mi ha permesso di atterrare al pontile con una manovra, complice l’assenza di vento e di corrente, che mi prendo la licenza di definire ”perfetta!!”.

 

Dopo una rapida sistemata alle cose e alle vele, abbiamo chiuso Buser e ci siamo di nuovo incamminati verso casa e verso i mille impegni che, come folletti molesti, cominciavano nuovamente a far sentire la loro gracchiante e importunante  voce.

 

Non importa!....è bastato girarsi e la pace è tornata nel cuore..

 

 

Grazie Sergio!!!

 

 Giovanni Giannò




16/10/2008 Giovanni Giannò
giovanni.morgana@interfree.it

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