NUMERO: 1836311903 | Lug - Dic 2012
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Racconti

Lunedì da leoni

Alle 8,30 dobbiamo essere a Lesa, corso di vela Optimist della LNI. 4 miglia, un'ora senza tirare il collo al fido johnson.
Lascio i ragazzi a dormire più che altro perché avranno sicuramente una giornata intensa e non voglio che siano già stanchi in partenza, ma anche perché voglio godermi la splendida mattina con l'aria frizzante e il sole che inizia a scaldare.
Esco dal porto, tolgo i parabordi, imposto il pilota verso il Waypoint che ho segnato il giorno prima durante la regata e mi verso un bel bicchiere di succo d'arancia con 2 biscotti, la dieta è ancora mia signora e padrona, 4.6 nodi ETA 8,20 sono perfino in tanticipo. Il lago è completamente deserto solo un vaporetto mi incrocia mentre fa la spola tra Arona e Angera trasportando i pendolari.

I ragazzi spuntano uno dopo l'altro dal tambuccio con gli occhi cisposi e quel fare assonnato che è tanto bello agli occhi di un papà. La Vale mi si accoccola addosso mentre lo sguardo di Edo che vorrebbe fare chiaramente lo stesso ma non può mi mette un po' in imbarazzo, scosto mia figlia con la scusa di prendere il latte al cioccolato e i biscotti per la loro colazione. Nella serenità del momento gli concedo pure l'uso del WC che poi dovrò svuotare al rientro.
L'atterraggio è da manuale, loro esperti portano parabordi e cime di ormeggio dei punti catartici, io salto sul pontile e le ricevo già pronte per il doppino, sacche in spalla ci appropinquiamo verso la sede della Lega.

Organizzazione e ricezione perfetta, un po' di apprensione del papà e magone dei ragazzi, ma di questo parleremo settimana prossima, in realtà il panegirico iniziale è solo per giustificare la mia presenza a metà lago il lunedì mattina. Con 10 nodi di tramontana!

Saluto e vado alla barca, ormeggiata con il finger sopravento e con la prua al vento, slego le cime e la trattengo per le draglie, lo so non si fa, ma ormai io e Vikolocorto siamo in simbiosi, spingo, salto a bordo e svolgo il genoa. La barca prende vita e poggia, sfioro le gomme del pontile e mi lancio verso riva, senza randa non si orza quindi devo essere veloce, lasco tutta la scotta e isso a grandi manate senza guardare la spiaggia che si avvicina, cazzo scotta a segno e viro. Il profondimetro segna 3 metri non male e ora ho di nuovo il pontile che mi blocca la rotta, 30 metri di bolina strettissima e poi viro di nuovo, l'apparente sale oltre i 10 nodi, sbando parecchio, ma Vikolocorto alleggerito per la regata di sabato prende il passo deciso. Adesso ho tutto il lago libero fino a Santa Caterina, la tentazione è forte, ma sono le 9,30 e alle 13 devo essere in ufficio, appena superato idealmente l'estremità del pontile viro per mettermi mure a sinistra poggiando al gran lasco. Fiocco e randa, gennaker e ammazzapatane sono purtroppo in macchina mi spingono comunque oltre i 5 nodi con il pilota a regalarmi momenti di pace sdraiato in pozzetto sicuro di non incontrare nessuno nel lago deserto un bellissimo bordo fino al traverso del porto dove ammaino completamente le vele piegandole con cura per portarle dal velaio.

Viva il lunedì!


06/07/2009 Stefano Madella
vikolocorto@vikoclass.org

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