NUMERO: 1836311903 | Lug - Dic 2012
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Racconti

Quelli che la Vela

Non faccio le regate non mi piacciono, ho l'ansia da partenza.
Ma oggi, lunedì 6 luglio, Vikolocorto viene messo sul carrello per il riposo estivo e mi sarebbe bastato anticipare di un paio di giorni il repulisti dei gavoni per avere la barca leggera per di più con la carena pulita, fatta solo 2 mesi fa, aggiungiamoci che Quelli che la Vela è una regata divertente e con una formula adatta a noi piccoli ed ecco che venerdì pomeriggio mi ritrovo a sudare come un ippopotamo iperidrotico sottocoperta. Alla fine avrò tolto 4 cassette di cibarie e attrezzature, unite a non meno di un altro quintale di materiale frammisto lasciano il Viko e con loro anche parabordi, ancora, catena, lazybag e qualsiasi cosa possa far peso o intralciare. Alla fine la nuova linea di galleggiamento salita di almeno 5 cm sui 23 totali con al poppa e la prua ben al di fuori dell'acqua mi avrebbe fatto risparmiare un 15% di antivegetativa,
Terminato l'improbo lavoro mi dedico anche ai lavori di fino controllando bozzelli, drizze, scotte e regolando pure le sartie, mi balena perfino l'idea di un tuffetto per una passata alla carena, ma mi accorgo che sto esagerando. Lascio quindi che l'opera viva si aggiudichi l'ingrato compito di scusante per il piazzamento mi doccio e mi dirigo alla solita locanda per l'appuntamento con l'equipaggio. Ignazio, amico acquisito per tramite di compagni di scuola delle figlie e Cristiano lacustre già in equipaggio nelle pochissime tenzoni a cui Vikolocorto ha partecipato. Il primo digiuno di vela, così lui sostiene, ma secondo me mente; il secondo con una sensibilità da 20piedista unica.
Siamo solo in 3 quindi per tenere la barca ancora più leggera, ma tosti. Tosti al punto che ci limitiamo nel mangiare e bere e per essere riposati la mattina seguente andiamo a nanna presto, le 2.
La sveglia alle 7 ci vede invariabilmente belli rinautocensuredti uscire con il lago ancora non agitato dai motoscafi nell'assoluta e totale piatta raggiungiamo la linea di partenza. La regata prevede 2 voli, uno alle 9,30 e uno alle 14,30, 4 miglia ciascuno Arona-Lesa-Arona. Timono io, Cristiano a prua, Ignazio alle scotte fiocco e portanti e drizze.
Partiamo si, ma veramente di merda, credevo di essere in buona posizione, ma il vento che ci molla e il mio subconscio da linea di partenza ci fanno rimanere parecchio indietro. Per contrappasso almeno 5 barche sono messe peggio di noi e soprattutto 3 le teniamo dietro mentre risaliamo di bolina nella brezza morente, in partenza abbiamo perfino tentato il fiocco, ma già dopo la linea anche l'ammazzapatane fatica a raccogliere l'aria sufficiente a farci muovere. Siamo solo a metà percorso quando i primi issano gli spinnaker, ma noi lottiamo caparbiamente per girare almeno la boa di bolina e di farlo non ultimi. Caparbi, ma non fino al punto di dover inseguire la boa che si sposta decisamente verso il largo e poi verso Ranco, il comitato dirà che non è vero, ma noi e altre barche siamo convinti del contrario.
Giriamo quindi la prua più o meno dove riteniamo dovesse essere la boa e diamo motore, perché ormai la piatta è totale, giungendo alla linea di arrivo per vedere i pochi classificati tagliare il traguardo. Tutti a terra quindi per il meritato riposo e per 2 chiacchiere finalmente ad armi pari anche con chi arma mostri di 45 piedi con vele in carbonio. Qui noi siamo addirittura in vantaggio potendo esibire la nostra solita cambusa super fornita.
Alle 14, seguendo la barca giuria, ci riportiamo alla linea di partenza. Questa volta lascio il timone a Cristiano, mando giù 3 tranquillanti e mi preparo al botto. Ai 3 minuti sono a prua, indecisi fra fiocco, code0 o gennaker, sulle nostre teste il temporale fa saltare e ruotare il vento in ogni dove, chi è mure a dritta in boa si ritrova di colpo contestato da chi, fortuna sua, pur sbagliando si ritrova in ragione. 1 minuto, sopra il temporale, sotto 30 barche una contro l'altra chi con il fiocco chi con lo spy. Una delle più belle partenze che abbia mai visto e anche mai fatto usciamo dalla linea spaccando il secondo mi piace pensare perfino primi, peccato che noi siamo di bolina con 3 nodi e 50 metri a ovest ne hanno pochi di più ma in poppa, a consolazione altri 50 metri e in barca giuria sono totalmente nella piatta. Qualcuno dirà che in queste condizioni non si da la partenza, ma noi siamo lacustri e qui si parte sempre da 0 a 50 nodi.
Via allora di bolina tutti sottovento concentrati e decisi a farcela. Sopra di noi un Alpa 9,50 che in quella bavetta non avanza nemmeno con le furiose timonate dello skipper e sottovento quel bestione di Obelix che nonostante i suoi 10 metri non riesce a scrollarsi di dosso noi, la pulce. Avanziamo nei refoli, gli sparaboe più cazzuti la davanti, ma più vicini rispetto alla mattina alcuni perfino dietro di noi.
Un'ora dopo sentiamo la sirena dei primi arrivi, come deciso la regata termina alla boa di bolina e i mostri impiegano questo tempo a coprire le 2 miglia, un'altra mezz'ora e siamo a meno di 100 metri dalla boa, il compensato potrebbe perfino premiarci, ma non è destino il vento molla completamente rimaniamo li a ciondolare ancora per altri 20 minuti poi vedendo le facce sconvolte e non avendo uno specchio per conferma prendo la decisione che spetta all'armatore accendo il motore e mi dirigo verso casa.
Rimango convinto che la formula, poche miglia e più partenze, è vincente per le ariette del Verbano. Purtroppo luglio non è periodo adatto, se da un lato 4 miglia consentono di far correre ad armi pari, barche dai 20 ai 45 piedi, in questo periodo sono troppo poche le possibilità di avere 2 ore di vento. Avremmo dovuto correre lunedì mattina


06/07/2009 Stefano Madella
vikolocorto@vikoclass.org

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