NUMERO: 1836311903 | Lug - Dic 2012
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Tecnica

IL MASSIMO DEL MINIMO

Spesso mi sono soffermato ad osservare come la natura umana ha cercato di ottenere traguardi notevoli, sia in imprese giganti, che in quelle minime, ma la cosa che più ha eccitato la fantasia secondo me è la ricerca del raggiungimento del limite massimo, per usare un termine matematico, tendente al minimo!......Ad esempio la Piaggio, costruendo il “Ciao”, ha costruito un motorino che è stato il “massimo del minimo”, così pure la Fiat, prima con la Topolino, poi con la cinquecento.


Per non parlare dei computer, dei telefonini, insomma di tutta l’elettronica che ci circonda, che ha come base 0 e 1, acceso o spento, bianco o nero, semplici bipolarismi minimi, con i quali abbiamo raggiunto massimi ragguardevoli.


Ultimamente ho fatto una piccola inchiesta tra i miei amici, su cosa rappresentasse per loro il massimo di un loro minimo traguardo e ho avuto le risposte più disparate.

Per me il massimo del minimo sono sempre stati i miei sogni.


Tutto ciò per affermare che anche nella nautica pur avendo provato imbarcazioni di ogni tipo credo di aver realizzato il mio massimo del minimo con il Piviere Merien. E posso garantire che il raggiungimento del massimo, per un minimo prefissato dà un appagamento totale.


Anche nella motoristica “fuoribordo”, in particolar modo per l’uso ausiliario, ho avuto modo di constatare due tipi di motorini di cui ho avuto ed ho tuttora il possesso che, secondo me, hanno grandi doti per essere considerati nella loro categoria il “massimo del minimo”.


I primi sono la serie dei “British Seagul” , I  secondi la serie dei “Whitehead Motofides”.

Allego le foto “risalenti agli anni ‘70” che penso si commentino da se!!!


Ciao a tutti.










04/05/2009 Mario Volpini
v.maryone@libero.it

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