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Palinuro

 

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FAVENTIBUS VENTIS

Imbarco sul Palinuro: note dal mio "diario di bordo"

 

Gigliola Novali*

e-mail: giglio00@yahoo.it

 

 

Nessuna notte è così stellata come una notte in navigazione. Accoccolata su un ammasso di gomena osservo il cielo altissimo sopra le vele, bianche anche nella completa oscurità.

Tra gli alberi del veliero riconosco le costellazioni amiche di altre notti sul mare ma non ricordo di averne mai viste di così risplendenti intorno alla Via Lattea.

Se chiudo gli occhi e ascolto i fischi lunghi e modulati che i nocchieri si scambiano da prora a poppa, niente vieta di immaginare di trovarsi in un altro tempo e di sentire di lì a poco un grido d'allarme: "Bersaglio a ore 12!" chiedendosi se sarà un bastimento amico…

 

Il brigantino beccheggia e respira il maestrale che agita il mare da ormai tre giorni e tre notti.

Il ritmo che fino a poche ore fa donava una sensazione rilassante, quasi di culla, riposando nelle cuccette, ha lasciato il posto a un inquietante movimento che si accentua fino a far temere impensabili cadute dal giaciglio.

Meglio rimanere sul cassero e ammirare lo spettacolo della natura, lasciando che anche i ricordi e i pensieri si accordino a quel moto cadenzato a tratti calmo o tormentoso.

 

Nave Scuola Allievi Nocchieri  PALINURO - 1934

Vedetta a prora - Inizia la guardia notturna

Nessuna solitudine è più dolce e assoluta di quella che si prova in una fredda notte di guardia sul mare.

Le ore sono scandite solo dal mutare delle brezze, dallo stridere delle cime nei bozzelli di legno e dai suoni che ricordano che la nave è viva e la sua gente la governa con impegno e sacrificio.

 

 

Tra queste persone dieci ragazze e dieci ragazzi vivono da qualche giorno un'esperienza unica e indimenticabile. Sono i giovani della Lega Navale Italiana e della Sailing Training Association Italia che hanno avuto la possibilità di imbarcarsi in un turno di navigazione di sette giorni sulla Nave Scuola della Marina Militare "Palinuro".                                                                                                      

Sono arrivati alla spicciolata, da tante città diverse. Molti di loro non sono mai saliti su una barca e non conoscono la rosa dei venti, né i nodi marinareschi o come si mettono a segno le vele.                    Ma dopo poche ore sono già un equipaggio.

 

Quinto Turno di imbarco 2001 Savona-Salerno

Sesto Turno di imbarco 2001 Salerno-Livorno

 

Gli ufficiali, i sottufficiali e i marinai del Palinuro li accolgono con grande disponibilità e pazienza e iniziano a spiegare loro le caratteristiche della nave e le regole fondamentali della vita a bordo di un veliero. Inizia così, quasi per gioco, l'impegno di questi ragazzi che nel corso dei giorni diventeranno sempre più esperti nel tesare drizze e scotte, capire il legame tra le manovre, i venti e le correnti.

In poco tempo diventano familiari anche i segnali sonori con cui si comunica a bordo, dall'alza bandiera alla chiamata della squadra a rilevare dei vari turni, alle assemblee, all'insieme delle operazioni necessarie per invelare la nave.        

Qualche breve lezione teorica sulle andature, la nomenclatura delle vele, l'esecuzione dei nodi e delle manovre di base completano l'istruzione prevista per questo tipo di imbarco.    

Dopo pochi giorni ogni squadra, formata da marinai, ragazzi e ragazze, discute con presunta perizia se sia meglio issare o no il parrocchetto volante piuttosto che il trevo di mezzana e come alare o agguantare le drizze.

 

Si issa la randa di maestra

Controfiocco, fiocco e granfiocco - Bompresso  Palinuro

 

Eccoli insieme, disposti in lunghe file sul cassero o a centro nave che si piegano sotto lo sforzo e attendono il fischio del Nostromo che scandisce il ritmo e comanda le manovre alle vele.                                                                                         Quanta soddisfazione quando l'operazione riesce bene e trinchettina, granfiocco, fiocco e controfiocco si stagliano sopra il bompresso, contro i diversi azzurri del cielo e del mare!     

E di notte il salire veloce e sicuro dei nocchieri sulle griselle per aprire o chiudere le vele diventa vero coraggio e arte marinaresca.

 

Nocchieri a riva sull'albero di trinchetto

Insieme si condivide il momento festoso e un po' caotico dei pasti e lo scambio delle consegne alla fine dei turni, insieme si affrontano i timori e le incertezze nell'operare. Le ragazze e i ragazzi dividono equamente i compiti dei vari turni: vedetta, guardia alle vele, guardia al timone, al carteggio e al brogliaccio, posti di lavaggio e riordino della cucina e degli alloggi.

 

Cime d'ormeggio

 

A volte è difficile per qualcuno di loro comprendere e osservare la disciplina che regola la vita di bordo, svolgere qualche compito meno gradito, rispettare gli orari dei turni, alzarsi presto al mattino o nel cuore della notte.   

La vita di tutti i giorni, pur con il suo stress, lo studio o il lavoro, poco ha a che fare con la storica fatica dell'andare per mare e del farlo su un così particolare tipo d'imbarcazione.  

 

Vela di straglio di gabbia - Nave Scuola Palinuro

La quotidianità è fatta spesso di immagini e bisogni superficiali, di irrisori problemi che sembrano insuperabili, di falsi obiettivi che propongono come positivo un solo progetto di vita: fare ciò che si vuole quando ci pare.  E sovente è qualcun altro a farsi carico delle incombenze più noiose o ingrate.

 

Si adugliano le cime alla pazienza

Qui i giovani ospiti riscoprono l'essenzialità delle parole e l'importanza della lealtà, le esigenze primarie, il valore del sacrificio personale per il bene collettivo e mettono alla prova risorse sconosciute, scoprendo aspetti del carattere e della capacità d'adattamento e socializzazione che altrove sarebbe molto più difficile verificare.

 

Alla sera la Preghiera del Marinaio, letta prima dell'ammaina bandiera, mentre l'intero equipaggio, schierato a poppa, volge lo sguardo dove il sole è prossimo al tramonto, commuove in silenzio, ne sono sicura, anche l'animo più arido e ognuno pensa alle "case lontane" e alle "care genti".

 

Bandiera della Marina Militare Italiana - Nave Scuola Palinuro

 

Quale sarà il ricordo più vivido impresso nell'animo di questi ragazzi? Quale insegnamento trarranno dall'esperienza e dall'opportunità offertagli?   Mi piace pensare che al di là della prima impressione di divertimento e conoscenza, o magari di insofferenza e stanchezza fisica, ognuno di loro abbia acquisito una più profonda maturità e consapevolezza della vita e compreso la solidarietà che fa di una nave un piccolo mondo dove ogni gesto e parola hanno un significato e un'importanza per tutti gli altri esseri che lo abitano, la cui sicurezza e a volte la vita stessa dipende dal potersi fidare del compagno.

 

Albero di trinchetto - Nave Scuola Palinuro

Sulle griselle per salire sulla coffa

 

Occorre un cuore speciale per amare questa vita di mare e molta forza d'animo per affrontarne fatica e difficoltà, imparando a riconoscere il vento che non tradisce e l'onda che sospinge nella giusta direzione.  Occorre un cuore speciale per mettere a segno tutte le vele della nostra esistenza. Faventibus ventis!

 

Vele di straglio - Nave Scuola Palinuro

 

  

Gigliola Novali

* Lega Navale Italiana - Genova

 

   Gigliola ti augura Buon Vento!

 

 

 

 

 

 

 

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