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21 marzo 2009
Ultimato di stendere il primer epossidico che può stare scoperto fino a 30 giorni ed iniziato a scartare la coperta con carta a grana grossa per migliorare la presa del primer indispensabile per la successiva applicazione delllo smalto..
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inserito alle ore 22:07:08
Argomento: Crociera
18 marzo 2009
Ieri è stata applicata la prima mano di primer epossidico. Come scritto sulla confezione è stato diluito al 10 pct ma tirarlo con il rullino è veramente arduo. Stendendolo su una superficie nera (cfs1010+A20) ed esposta al sole induriva quasi all'istante.
Una considerazione sulla stuccatura: lo stucco epossidico light è veramente di facile preparazione e applicazione. Nonostante abbia rasato con spatola dentata fine e pareggiato il giusto le cuspidi della rasatura ci sono voluti ben 18 litri di stucco per uno scafo di 5,60 mt con una spesa per me fuori budget ma ormai il gioco era stato fatto. Sono comunque molto soddisfatto del lavoro e di tutti i prodotti acquistati certo che Algabranchia sarà molto più resistente di prima, più sicura, più performante e penso che avendo documentato tutto il lavoro che per ora è venuto discretamente la barca mantenga un buon valore sul mercato nonostante i suoi 25 anni.
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inserito alle ore 22:07:33
Argomento: Crociera
16 marzo 2009
Terminato di stendere 2 mani di cfs 1010 caricate con grafite (A20).
la riparazione della prora sembra non essere venuta malaccio
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inserito alle ore 23:11:31
Argomento: Crociera
14 marzo 2009
Giornata fantastica, sole a non finire e grazie a Fabio le stuccature sono ormai quasi finite. Con la spatola è un campione!
Stesa anche la prima mano di A20 e CFS 1010 sulla murata di dritta.
Sono in contatto con tre armatori di questa fantastica barchetta e spero che i contatti aumentino sia per scambio di consigli ed esperienze che per una bella veleggiata assieme. Al circolo dove tengo Algabranchia ho conosciuto un ragazzo con un sei metri ed una coppia con una catboat appena comprata che sarebbero interessati a scorazzare in flottiglia ad agosto per l'arcipalego toscano. Se l'idea può interessare lasciate pure un messaggio.
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inserito alle ore 19:52:13
Argomento: Crociera
12 marzo 2009
La stuccatura procede spedita grazie al valido aiuto di Fabio. Ringrazio vivamente la ditta Cecchi per avermi fornito a tempo di record altro stucco visto che lo avevo finito e non avrei potuto lasciare il lavoro a metà.
La murata di dritta è stata rasata con spatola dentata, sono state levigate le cuspidi e si è partiti con la spatola liscia.
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La murata di sinistra verrà ultimata domani
Le parti più bianche derivano da un maggior apporto di stucco causato dai segni lasciati dalla mola utilizzata per togiere il gelcoat.
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inserito alle ore 18:23:06
Argomento: Crociera
11 marzo 2009
Ultimato di ripristinare l'accoppiamento scafo coperta , sembra che l'incollaggio sia molto resistente.
Ultimato di levigare le stuccature e stesa la prima mano di resina epossidica.
In serata si inizia a stuccare con stucco epossidico light utilizzando spatola dentata.
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inserito alle ore 15:57:10
Argomento: Crociera
06 marzo 2009
Finalmente si inizia con le stuccature, utilizzo resina epossidica CFS1010 adittivata con microfibre minerali e addensante. Si ottiene un composto veramente di facile utilizzo che rimane facilmente in verticale.
Di seguito le fotografie della stuccatura e del primo strato di tela e epossidica
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inserito alle ore 20:05:48
Argomento: Crociera
17 febbraio 2009
Questo, in linea di massima, dovrebbe essere l'adesivo con il nome da applicare sulle fiancate e da stampare sulle magliette.
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inserito alle ore 22:10:20
Argomento: Crociera
15 febbraio 2009
Cassa deriva, si intravede il meccanismo di sollevamento a cremagliera
Profilo della cassa della deriva, si nota la riparazione effettuata resinando sopra il vecchio gelcoat
deriva
Profilo deriva
Lo scafo completamente molato prima di essere lavato.
La prossima settimana, tempo permettendo, si passa alla riparazione della prora
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inserito alle ore 21:03:42
Argomento: Crociera
13 febbraio 2009
Oggi sono riuscito a sfilare la deriva, è stato un lavoraccio, 150 kg da solo, ma è andata.
Sono sempre più scettico sulla funzionalità del carrello con i rulli, penso proprio che chiederò aiuto al babbo che è fabbro per costruire un invaso da posizionare sul carrello.
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inserito alle ore 20:20:16
Argomento: Crociera
07 febbraio 2009
Oggi, nonostante la pioggia che da giorni rende cupe le nostre giornate, piccolo passo avanti. Sbandato lo scafo sul carrello e quasi ultimato di molare la carena. Domani mattina gara di nuoto di Gabriele (200sl) e nel pomeriggio al lavoro, tempo permettendo.
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inserito alle ore 19:54:21
Argomento: Crociera
30 gennaio 2009
Oggi giornata improduttiva,
ho lavorato mezza giornata, sono tornato a casa con buone intenzioni cioè andare a lavorare su Algabranchia invece come un bischero mi sono addormentato.
Di seguito alcune foto dei lavori e sopratutto della sorpresa che ho trovato.
Togliendo il musone ho notato una palla di stucco sintetico di uso generale. Volendoci vedere chiaro ho asportato lo stucco ed ho trovato il buco che si vede. A causa dell'approssimativa riparazione l'acqua filtrando nella tela ha delaminato il mascone dritto. Dopo un primo momento di scoraggiamento mi sono convinto che non c'era niente di insormontabile, ho asportato tutto il marcio, ho acquistato la resina cfs 1010, la tela e ho però rimandato il lavoro di laminazione quando sarà più caldo.
La ferramenta di coperta è quasi tutta smontata
Scusate il disordine interno
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inserito alle ore 20:56:22
Argomento: Crociera
24 gennaio 2009
data
spesa (euro)
totale (euro)
materiale
10 nov 08
25
25
Stucco spatole e nastro carta
22 nov 08
55
80
Cavo elettrico e levigatrice
12 nov 08
63
143
Rimessaggio novembre 08
12 dic 08
63
206
Rimessaggio dicembre 2008
20 dic 08
9
215
Stucco poliestere
06 gen 09
19
234
Telo polietilene mt 6x5
12 gen 09
63
297
Rimessaggio gennaio 09
13 gen 09
20
317
Occhiali protettivi, mascherine antipolvere e spazzole acciaio
14 gen 09
274
591
Resina epossidica Cecchi 10 10 cfs, rulli, pennelli, tela e adittivi
24 gen 09
8
599
Silicone e nastro telato cm 5 della 3M
12 feb 09
63
662
Rimessaggio febbraio 09
12 feb 2009
1
663
4 perni per supporti carrello
12 feb 09
223
886
Ordinato i seguenti prodotti Cecchi: stucco epossidico lt3, fondo epossidico, primer epossidico, vernice poliuretanica bicomponente, diluenti per quanto sopra, set bicchieri graduati, adittivo antiosmosi alla grafite per resina, spugna scotch brite, spatola dentata e set spatole lisce.
09 mar 09
500
1386
Acconto vele. Ordinato randa e genoa in dacron con taglio cross cut. La randa è full batten. Consegna prevista entro 30 giorni.
11 mar 09
63
1449
Rimessaggio marzo 09
12 mar 09
270
1719
9 litri stucco epossidico light
13 mar 09
180
1899
6 litri stucco epossidico light
18 mar 09
.133
2032
Pennelli (scatola 12 pz), primer epossidico (2 barattoli), diluente per primer, rullini 10 cm (2), rullo per smalto, impugnatura rullo per smalto, smalto poliuretanico bicomponente bianco 9010.
18 mar 09
7
2039
Carta vetra 40 mt3, carta vetra 120 mt3, mascherine antipolvere.
12 apr 09
63
2102
Rimessaggio aprile 09
15 apr 09
7
2109
Carta abrasiva 40 - 120 - 400
15 mag 09
63
2172
Rimessaggio maggio 09
16 maggio 09
648
2820
Saldo vele
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inserito alle ore 23:19:41
Argomento: Crociera
Modello - Bisso two (seconda serie)
Cantiere - Rax
Anno costruzione - 1984
Numero di serie - 206
Acquistato - Novembre 2008
Base - Viareggio
Lft - 5,60mt
Lg - 5,30mt
l - 2,17mt
i - 0,43/1,33mt (deriva a baionetta azionata da cremagliera)
D - 470Kg
Zavorra (deriva) - 130Kg
Vele - Randa (7,5mq), Genoa (11,5mq), spinnaker (20mq) e tormentina (2mq)
Posti letto - 3+1
Dotazioni - VHF, pilota automatico, fanali navigazione, atollo, frigorifero, serbatoio acqua 70lt, wc chimico, doccia in pozzetto, fornello basculante 2 fuochi a gas, fuoribordo 8,8hp con carica batterie, pompa elettrica di esaurimento, 3 ancore con catena 8mm (1 Bruce e 2 ancorotti) e carrello stradale 1100kg
Certificato n.3438/E dell'istituto Giordano di idoneità alla navigazione senza limiti dalla costa con un equipaggio di 4 persone
perchè il Bisso?
Principalmente per un motivo affettivo essendo stato il primo cabinato sul quale sono salito all'età di nove anni, era di mio zio che nella marina soprannominavano il bisso. Anni dopo mi sono iscritto al nautico e durante le stagioni estive mi imbarcavo come marinaio su imbarcazioni a vela per racimolare qualche lira e non pesare troppo sulle spalle dei miei genitori. Molti skipper conoscevano mio zio e così mi soprannominarono "Bissino". Il bissotwo era quindi nel mio destino! Ho posseduto un limit TCI con il quale, da solo, ho fatto il giro dell'isola d'Elba e quindi essendo abbastanza pratico della navigazione con piccoli scafi penso che per una coppia con 2 bambini piccoli (7 e 9 anni) il Bisso vada proprio bene ancor di più volendo evitare i porti superaffollati nei mesi estivi un natante con un pescaggio di circa 40cm penso sia l'ideale perchè ti permette di andare all'ancora in qualsiasi rada.
Attualmente ai grandi lavori che spero di finire entro giugno 2009 per poi passare le ferie per l'arcipelago Toscano
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inserito alle ore 22:40:42
Argomento: Crociera
21 gennaio 2009
Ciao a tutti,
mi è venuta l'idea di avviare questo blog con la speranza che possa essere utile a tutti coloro i quali si stanno preparando agli esami per la Patente nautica entro le 12 mg o senza limiti.
Con i miei compagni di corso abbiamo scoperto che oltre ai testi "ufficiali" esistono davvero una miriade di fonti alternative: libri, riviste, Internet! Ma... ma... il rischio di perdere la rotta è altrettanto grande!!!
Chissà se scambiandoci le esperienze fatte possiamo darci una mano nell'andare all'essenziale? L'obiettivo è di far bene l'esame il che dovrebbe equivalere al possedere le conoscenze minime richieste per andar per mare.
Il che però non è abbastanza per potersi considerare "lupi di mare". Ma quello poi uno se lo deve andare a pigliare da solo, ataccandosi come una sanguisuga a chi per mare ci va sul serio.
Limitandoci quindi (per ora) agli esami, puntiamo dritti al centro.
Buona condivisione a tutti.
Mauro
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inserito alle ore 11:55:06
Argomento: Crociera
20 maggio 2008
Immagina una barca a vela con molto spazio a tua completa disposizione per portarti negli angoli più belli di uno dei posti più ventosi d’Italia: l’Arcipelago della Maddalena, Sardegna.
L’itinerario prevede di navigare, secondo le condizioni meteo, ricercando le zone migliori per la pratica del windsurf freeride e freestyle.
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inserito alle ore 16:40:27
Argomento: Crociera
18 aprile 2008
La navigazione e le barche a vela mi hanno affascinato fin dalla mia prima esperienza.
Nonostante lo stomaco debole di cittadino di pianura, non abituato e predisposto geneticamente al beccheggio e rollio della barca, il malessere e la nausea non mi hanno mai fermato o in nessuna occasione mi hanno fatto pentire di essere in barca.
Perchè ci si innamora del mare, della barca, della vela...?
Credo che le risposte possano essere infinite e del tutto soggettive per priorità di importanza.
Navigare a vela, per chi ama e vive veramente il mare non è un distintivo ma una vera e propria filosofia di vita. Una ricerca continua di libertà, sfida con le proprie capacità fisiche e mentali, contatto ora violento, ora dolcissimo con la natura ed i suoi elementi primordiali: vento e mare; in un mix energizzante e rilassante.
Sembra ieri quando sono montato per la prima volta su di una imbarcazione a vela per una crociera all'isola d'Elba e Capraia.
Purtroppo gli anni corrono veloci e ne sono passati più di venti.
Venti anni di ricordi, esperienze, navigazioni ed insegnamenti che mi hanno sicuramente fatto crescere come uomo e piccolo marinaio.
Sono stati gli anni del Moro di Venezia, quando di vela si parlava anche dal salumiere, ed il pensiero di quella atmosfera e della sfida sportiva mi emozionano ancora oggi.
Ho avuto la fortuna di conoscere una persona che quella sfida l'ha vissuta in prima persona come membro d'equipaggio e mi ha rafforzato la convinzione delle capacità e qualità fisiche e mentali di quei velisti.
Purtroppo, nel bene e nel male, con gli anni tutto cambia, si evolve, si trasforma.
Non voglio fare retorica o annoiare con frasi del tipo "si stava meglio quando si stava peggio"...
Il mondo della vela, navigare e noleggiare in Italia o nel Mediterraneo negli ultimi vent'anni hanno avuto una evoluzione ed un cambiamento significativo.
Tutto si è velocizzato, tecnicizzato, organizzato,... quasi tutti ci siamo fatti sopraffare dal fast food, dal mordi e fuggi di passioni troppo brevi per essere definite tali.
Non che tutto è peggiorato, anzi, diversi aspetti della nautica, quali la qualità e quantità di offerta di imbarcazioni o la sicurezza della navigazione, da tenere sempre in considerazione, sono sicuramente migliorati.
A mio giudizio però stiamo perdendo alcuni degli aspetti che facevano la vela e la navigazione in barca una ottima palestra di vita e carattere, rendendo questa attività ludica o sportiva ineguagliabile: l'altruismo, l'umiltà, il rispetto dell'ambiente.
Vedo sempre meno, negli anni, quella solidarietà ed aiuto reciproco tra equipaggi, che ricordo all'inizio della mia carriera di marinaio. Più spesso, ad agosto, mese di ressa in rade e porti, vedo la corsa al posto barca con atteggiamenti in diversi casi maleducati e strafottenti. In altre occasioni meglio non fare tardi al ristorante prenotato piuttosto che aiutare un equipaggio in una manovra difficoltosa o tantomeno permettergli di attaccarsi alla propria barca in seconda fila...
Spesso mi viene in mente una situazione successa tanti anni fa nel porto dell'isola di Capraia quando, ancora senza marina privato, ci si ancorava in seconda e terza fila.
Una notte si è alzato un forte vento di maestrale che, incanalandosi da una conca della montagna, scende sul porto violento di traversia. Tutti gli equipaggi delle imbarcazioni ormeggiate si sono adoperati, dandosi aiuto l'un l'altro, a rendere l'ormeggio più sicuro. Io, visto che la mia ancora principale non aveva una buona presa ed ero in seconda fila, avevo deciso di dare fondo alla seconda ancora di rispetto con il tender. Peccato che ero giovane, inesperto, ed era la prima volta che lo facevo...
Sbagliavo completamente la manovra, non riuscendo a portare l'ancora per dargli fondo. Lo skipper della barca a fianco alla mia, visto la mia maldestra manovra ed evidente difficoltà, con molta calma e gentilezza mi disse una frase che per me ha sempre significato molto: "...scusa ma io l'ancora di rispetto la butto in un altro modo. Posso farti vedere come butto la mia?" ...e fece una manovra perfetta insegnandomi in modo semplice ed umile una operazione per me fondamentale (che nessuno, nemmeno al corso ed esame per la patente, mi aveva fino ad ora insegnato!).
Cose semplici ed atteggiamenti umili che vedo sempre meno nei porti e nelle rade affollate ai giorni nostri.
Per quanto mi riguarda credo che un pò di vecchio spirito marinaio dei tempi passati migliorerebbe la navigazione e le vacanze di tutti noi appassionati.
Non vorrei sembrasse troppo una predica, ma solo un augurio a non perdere quello di buono che lo spirito dei velisti anziani ci hanno tramandato.
Voi cosa ne pensate?
Avete commenti, idee, proposte, dissensi in merito?
Come vedete l'ambiente della vela nel recente passato, oggi e come lo vorreste domani?
Fate sentire la vostra voce di esperti, semplici utenti o sognatori.
Saluti e BUON VENTO
Alberto
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inserito alle ore 15:41:02
Argomento: Crociera
20 marzo 2008
Salve a tutti, sono un appassionato velista nonchè operatore nel settore della nautica. Nei tanti momenti in cui si rincontrano amici alla fine di una stagione ci chiedevamo, con menti molto più illuminate sull'argomento di me, se era possibile costruire un'imbarcazione che utilizzasse per intero energie riciclabili e che fosse usufruibile da tutti, sopratutto da disabili. Da curiosità nasce cosa, ogniuno con le proprie conoscenze, abbiamo concretizzato un progetto di massima; ed è fattibile.....
Il PROGETTO
Il progetto che intendiamo sottoporre, e del quale stiamo valutando le forme di fattibilità, è quello di una barca a vela ecosostenibile, con propulsione velica ed elettrica, che sfrutti energia solare ed eolica e che sia inoltre accessibile ai portatori di disabilità motoria e/o sensoriale, con un grado di accessibilità che permetta loro, non solo di accedere e fruire degli spazi dell’imbarcazione, ma di poterla condurre con un grado sufficiente di autonomia.
Le tecnologie per realizzare i sistemi e gli strumenti necessari, sono per la maggior parte già esistenti, vanno solo assemblate ed adattate alla specificità del progetto in questione. Infatti, da incontri da noi avuti con esperti quali ingegneri elettronici ed informatici, architetti specialisti in biotecnologie e progettazione navale, abbiamo avuto conferma dell’esistenza e reperibilità in commercio dei sistemi e delle tecnologie da utilizzare. Possono esserne esempio il navigatore cartografico parlante interfacciato con il radar, in grado di rendere un disabile visivo autonomo nella pianificazione e nel mantenimento della rotta, nonché di avvertirlo di eventuali ostacoli, mobili ed immobili, sulla medesima. Parimenti esistenti e già utilizzati, sono gli elevatori integrati con scalini a scomparsa, adattabili a qualsiasi misura, che modificano l’accesso al sottocoperta o al pelo dell’acqua a seconda delle necessità
Per questo progetto abbiamo individuato nel catamarano il tipo di imbarcazione più consona per struttura, dimensioni e vivibilità a bordo. Le ampie superfici disponibili permettono di ospitare una quantità sufficiente di pannelli solari e la conformazione dello scafo di ospitare eventuali generatori di energia eolica.
Inoltre è importante che per la comodità degli ospiti a bordo, si abbia un’imbarcazione con grado non rilevante di sbandamento.
A quanto ci risulta dalla nostra esperienza, un’imbarcazione così concepita costituirebbe un’innovazione assoluta, non essendo ancora stata costruita una barca a vela dotata di propulsione meccanica ad energia elettrica, congiuntamente alla propulsione velica principale.
VISIBILITA’ E MEDIA
Oltre all’evidente impatto sociale del progetto, riguardante gli aspetti di integrazione insiti nel rapporto con i disabili, sono non meno importanti quelli riguardanti l’innovazione tecnologica, ecologica ed ambientale.
Tutte queste caratteristiche intrinseche fanno sì che questa imbarcazione trovi uno spazio ideale in tutte le manifestazioni veliche più importanti. L’aver mantenuto, ad esempio, la Coppa America in Mediterraneo, ci offrirebbe già una finestra di visibilità a carattere mondiale non trascurabile.
Si potrebbe inoltre dare risalto al valore educativo e terapeutico dell’iniziativa, collaborando con le scuole dell’obbligo, per quanto riguarda sia l’integrazione dei giovani in una società composta anche da ragazzi meno fortunati, che dal punto di vista di educazione ecologica ed ambientale.
Molti sono gli argomenti che una barca a vela ecosostenibile ed accessibile è in grado di affrontare e divulgare, e disponiamo a questo scopo, visti i precedenti contatti con i media e la stampa, di un largo spazio di visibilità.
Il messaggio vuole essere questo: è possibile economizzare, razionalizzare e sostenere un energia ecologica senza dover per questo rinunciare ai confort della tecnologia, ma anzi espandendone l’utilizzo, dando a tutti la possibilità di fruirne. Per ottenere tutto ciò abbiamo bisogno di una sola fonte energetica: il sole.
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inserito alle ore 17:44:11
Argomento: Crociera
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