Benvenuti in questo spazio della Rete dedicato ai piccoli cabinati da diporto !!

 

I nuovi Pivieri

Siamo ad ottobre e l’evento di questi giorni é senza dubbio il Salone Nautico di Genova.

Ogni anno nutro la speranza che la cantieristica italiana e straniera possano ridare impulso al segmento delle piccole barche cabinate di sei sette - metri ed ogni anno devo registrare che questo non avviene...le barche esposte sono tutte dai dieci metri in su.

Il fatto é che questo segmento non attrae ormai più nessuno, perché é diffusa la convinzione che andare per mare sia un passatempo da ricchi, e chi ha i soldi vuole stare comodo.

Quest’anno ho seguito il salone sui giornali, in televisione e dai racconti di amici. La Bènèteau e la Jeanneau propongono qualcosa, ma solo sugli opuscoli: bisogna accontentarsi di guardare la carta.

Tra le barche che affettuosamente chiamo "i nuovi Pivieri" (cioè piccole barche cabinate per la navigazione costiera di breve durata) la più’ rappresentativa per caratteristiche, costi e diffusione é senza dubbio il Bènèteau First 211 Spirit: analizziamola.

Belle le linee, belli i colori e gli allestimenti, molto carina, ma... cosa ha in più dei nostri amati cigni degli anni settanta (Pivieri e non)?

La Bènèteau dichiara orgogliosamente che il nuovo modello, a differenza del precedente 210, ha il gavone per l’ancora a prua (autosvuotante!) due bitte d’ormeggio a prua invece di una, i gavoni in pozzetto ridisegnati "come su una grande barca" per aumentare sensibilmente il volume di alloggiamento. In compenso non esiste un locale wc separato in cabina...dovremmo forse aspettare il 212 ?

L’allestimento completo porta questa barca intorno ai 40 milioni, ma se ci si accontenta di una barca un pò più spartana si può sperare di risparmiare qualcosa.

Avrò i paraocchi, "le fette di prosciutto", ma a me sembra che queste barche non hanno nulla, ma proprio nulla di più del mio glorioso Piviere 660 del 1977: bagno in locale separato a prua, gavone per l'ancora ed enormi gavoni per stivare l’attrezzatura sono conquiste già maturate in quegli anni e solo "riscoperte oggi, con la differenza che per un Piviere sul mercato dell’usato si spende un quarto del 211 nuovo.

Le linee d’acqua del mio Piviere, molto piene, assomigliano molto a quelle del 211, l’armo, al contrario, é in testa d’albero e non come si vuole oggi frazionato.

A chi obietta che, al contrario della mia, il 211 é una barca carrellabile chiedo di spiegarmi come si fa a ritenere carrelabile una barca quando occorre l’aiuto di un cantiere munito di gru per alberare e disalberare ogni volta.

La verità é che, al di là di qualche piccolo perfezionamento della tecnologia, non é stato inventato niente di nuovo, anzi semmai si é "scordato" qualcosa di buono già inventato.

Sono talmente convinto di questo che ritengo che se si rilanciasse la produzione del Piviere, magari con qualche aggiornamento, questo progetto non avrebbe alcun rivale nel suo campo.

B.V. !

Ottobre 2000

L.P.

Copyright © 1999. Sito progettato per una risoluzione video di 800x600