
Photo credit: © Amory Ross/Puma
I sei team partecipanti alla Volvo Ocean Race, che hanno preso il via ieri da Città del Capo per la seconda tappa, si sono trovati in condizioni diametralmente opposte a quelle del debutto da Alicante, con venti molto leggeri, che li hanno rallentati, non consentendo loro di agganciare una bassa pressione e brezze più sostenute per oltrepassare velocemente la punta meridionale del continente africano. E anche le prossime ore non saranno prive di insidie per tattici e navigatori
Dopo una partenza veloce e spettacolare, i sei equipaggi impegnati da ieri nella seconda tappa della Volvo Ocean Race da Città del Capo ad Abu Dhabi si sono trovati ad affrontare la frustrazione di procedere a velocità basse, in una brezza effimera e con una forte corrente contraria a poche centinaia di metri dalla costa, situazione che ha persino costretto i leader della classifica generale di Team Telefonica a dare ancòra. Nelle prime ore del mattino, finalmente, tutti sono riusciti a passare il Capo di Buona Speranza, ad appena 35 miglia da Città del Capo. Una situazione meteo dovuta al passaggio molto più veloce del previsto di una bassa pressione che i team speravano di poter sfruttare per allontanarsi dalla costa occidentale dell’Africa. La flotta si prepara a passare il capo di Agujas, il punto più meridionale del continente africano che fa da spartiacque fra l’oceano atlantico e l’indiano.
Ora navigatori e tattici si trovano di fronte a una decisione molto complessa, ossia se optare per una rotta a sud o una a est. “Siamo usciti benissimo dalla Table Bay” ha detto lo skipper di Abu Dhabi Ian Walker, che ieri aveva condotto la flotta in oceano “avevamo un buon margine che è andato in fumo perché ci siamo fermati nella bonaccia.” Un errore che ha fatto scivolare Abu Dhabi in quinta posizione, circa dodici miglia dietro il leader provvisorio Groupama sailing team, dello skipper transalpino Franck Cammas.
Proprio da bordo di Groupama 4, il navigatore Jean-Luc Nélias ha confermato che la situazione delle prossime ore non è semplice da interpretare: “Non riusciremo a stare davanti alla bassa pressione, in qualche modo cercheremo di stare dietro! E’ questo che ha cambiato completamente la situazione, rispetto alle previsioni di ieri. Essere in prima posizione non vuol dire nulla. Eravamo davanti già ieri sera, prima di passare il Capo di Buona Speranza, CAMPER e PUMA si sono riavvicinati durante la notte. Le condizioni variano molto, la prossima notte saranno complicatissime, e anche nei prossimi giorni. Credo che il leader cambierà molte volte!” E, in effetti, tutta la flotta, secondo l’ultimo rilevamento era racchiusa in venti miglia.
Non essendo riusciti ad agganciare il primo sistema antidepressionario, si può prevedere che i sei team restino intrappolati in una zona di venti deboli prima che faccia il suo ingresso un altro fronte freddo in formazione a sud-ovest. Inoltre, gli equipaggi dovranno considerare, e cercare di evitare, la temibile corrente di Capo Agulhas. Secondo il metereologo della regata Gonzalo Infante, lo scenario renderà piuttosto difficile la vita, e le scelte, dei navigatori “alla ricerca di una soluzione fra l’andare a sud verso il fronte o a est nella speranza di trovare vento vicino alla punta meridionale dell’Africa.” Ma, spiega anche che “Sebbene alcuni vogliamo scegliere una rotta sud, il vento che hanno in queste ore potrebbe non permetterglielo. Una situazione davvero complicata.”
Verso metà mattina, la flotta ha ripreso un po’ di velocità, con un vento intorno ai dodici nodi da sud-ovest, che le ha permesso di avanzare lungo la costa. Nonostante ciò Infante crede che questa nuova brezza possa avere vita breve. “L’area fra le due basse è sempre caratterizzata da vento debole e le barche potrebbero dover aspettare ancora alcune ore prima di essere certi di avere brezze costanti.”
Primi ad entrare nella nuova aria sono stati i francesi di Groupama seguiti da CAMPER with Emirates Team New Zealand con lo skipper australiano Chris Nicholson. Questo duo, si è avvantaggiato sul resto della flotta, e ora conduce con qualche miglio di margine. Nicholson ha detto che la scorsa notte non è stata priva di rischi: “Il pericolo del navigare in arie così leggere è che puoi finire in un buco e gli altri prendono un vento diverso e se ne vanno. Per fortuna questa volta non ci è successo.” Lo skipper è comunque convinto che le opzioni non saranno facili da prendere: “Credo che tutti preferirebbero andare a sud. Non abbiamo ancora deciso, è una scelta molto complicata.” Con il calo di vento previsto, infatti, i navigatori si troveranno di fronte a un vero dilemma tattico e strategico.
Secondo le posizioni delle ore 13 GMT (le 14 italiane), i due battistrada Groupama e CAMPER sono ancora molto vicini, a 0,6 miglia di distanza, mentre la terza posizione provvisoria è occupata da PUMA Ocean Racing powered by BERG, a quattro miglia. Lo skipper statunitense è riuscito a passare e distanziare Team Sanya condotto da Mike Sanderson, Abu Dhabi Ocean Racing è quinto con quasi 13 miglia di distacco e il leader provvisorio della classifica generale, Team Telefónica chiude la flotta a circa 20 miglia.
Classifica provvisoria seconda tappa, 12 dicembre alle ore 13 GMT
1. Groupama sailing team (Franck Cammas)
2. CAMPER con Emirates Team New Zealand (Chris Nicholson), +0,6
3. PUMA Ocean Racing powered by BERG (Ken Read), +4,3
4. Team Sanya (Mike Sanderson), +9
5. Abu Dhabi Ocean Racing (Ian Walker), +12,8
6. Team Telefónica (Iker Martínez), +19,8
Voci dall’oceano:
Diego Fructuoso, MCM di Team Telefónica: “Ciao a tutti, siamo di nuovo in regata, scrivo in una notte che penso sarà molto complicataa. Sono cinque ore che siamo completamente fermi molto vicino a Città del Capo, da dove siamo partiti. Adesso abbiamo comunicato a muoverci di nuovo ma non so quanto durerà. Dopo due settimane nelle quali ho dormito in un vero letto non so come sarà tornare in cuccetta. Ci si abitua in fretta alle comodità. L’unica cosa positiva è che non ci siamo bagnati tanto, in partenza, quindi tutto è ancora asciutto e anche la temperatura è buona. Per la prima volta abbiamo avuto un invitato a bordo, il giornalista Nacho Gómez, del quotidiano Marca. Prima dell’ultima boa del percorso, di lasciare la baia e far rotta verso Abu-Dhabi, ha dovuto tuffarsi dalla barca a tutta velocità. Non era una cosa facile, ma Nacho è stato bravo. Mi ha salutato con la mano, e sono più tranquillo. Mi aveva detto che era più preoccupato degli squali che del tuffo…”
Andrès Soriano, MCM di Team Sanya: “Buongiorno da Sanya Lan, è stata una nottata lunga e frustrante ma come dice Mike: meglio della prima notte della prima tappa! C’è poco vento, meno di tre nodi, di certo non quello che ci aspettavamo quando siamo partiti da Città del Capo. Navighiamo a vista con Team Abu Dhabi e Camper e lottiamo per avere un po’ aria nelle vele. Il morale comunque è alto e siamo nel gruppo, malgrado le vele che sbattono. Siamo ormai entrati in pieno nel sistema dei turni, in modo che tutti possano riposarsi abbastanza. Ieri sera abbiamo mangiato pollo alla messicana, uno dei paitti preferiti a bordo, che ha contribuito al buon umore a dispetto delle condizioni frustranti.”
Amory Ross, MCM di PUMA: “Non posso dirvi quanto sia bello essere di nuovo in regata, e contro altri cinque team per di più! Ho dei problemi a ricordarmi i quattro giorni che abbiamo passato a Città del capo, sono andati via così in fretta. Siamo così fortunati ad avercela fatta… siamo aprtiti ebbene credo che sia evidente che non abbiamo timori per l’albero, a spingere a fondo la barca. E’ incredibile vedere come siamo rientrati in fretta nella routine di bordo, ovviamente ci vuole tempo per acclimatasi e le condizioni non ci hanno dato una mano, c’è sempre qualcosa da regolare o da mettere a posto, ma in un certo senso sembra che non abbiamo mai lasciato la barca. Però, siamo tutti molto stanchi, ieri sera mi sono addormentato in piedi mentre preparavo la cena. Tutto va bene, siamo molto eccitati, andiamo bene, siamo terzi e alla caccia dei leader, ci avviciniamo posizione dopo posizione. Il vento leggero di ieri sera è passato, ora abbiamo 12/13 nodi e andiamo a 16 di velocità, godendoci il paesaggio della costa sudafricana. Non c’è assolutamtne nulla di cui lamentarsi a bordo di PUMA Mar Mostro!”
Yann Riou, MCM di Groupama 4: “Volvo Ocean Race, secondo round! Percorso costiero con del buono e del meno buono, navigazione con la bellissima costa sudafricana come sfondo, poi battuta d’arresto con pochissimo vento. Siamo davanti, forse perché abbiamo lavorato molto con il vento leggero durante la prima tappa. Siamo riusciti a ripartire qualche decina di secondi davanti agli altri e passare davanti ala Capo di Buona Speranza. Cosa avremmo potuto chiedere di più? Però questa è una leadership che sembra effimera se si considerano le condizioni molto variabili che ci aspettato. Tutto bene a bordo, comunque…”
Nick Dana, MCM di Abu Dhabi Ocean Racing: “Di nuovo in pista! Per noi sembra il primo atto, scena due. E’ bello essere di nuovo in regata e poter vedere come ci comportiamo contro gli altri, sappiamo di essere veloci ma vedremo. Purtroppo il vento è calato moltissimo, e anche la nostra velocità. Tutti abbiamo cominciato a ripensare all’ultimo briefing meteo prima della partenza, è chiaro che se manchiamo la coda di questa bassa saranno giorni difficili. Un pensiero che non ci rallegra, visto che più avanti nella tappa dovremo passare altre due zone di calma equatoriale… Comunque non ci tiriamo indietro, abbiamo voglia di far vedere quello che valiamo. Mentre avanziamo lentamente al largo di Cape facndo colazione con il nostro porridge, non possiamo fare a meno di pensare che è meraviglioso essere di nuovo in mare.”
Hamish Hooper, MCM di CAMPER: “Arrivederci Cape Town, grazie per tutto! Sembra ieri che siamo arrivati e due settimane sono passate in un batter d’occhio, come succede sempre quando ti trovi bene in un posto tanto bello. La parte costiera della partenza è stata perfetta, con vento, ma poi col passare delle miglia il vento è calato sempre più, siamo stati fermi per ore nella Hout Bay. Sono passate solo poche ore da quando siamo partiti e ci sono e continueranno a esserci questioni vitali da decidere. Sarà una tappa complicata, con tutto quel che ne consegue. Ho chiesto a Will (il navigatore Oxley) cosa dicono i modelli per questa tappa e lui mi ha risposto: con il vento che c’è adesso, potremmo persino passare il Natale in Africa…”
Credit: Carla Anselmi - Media Manager Italia
Redazione Velanet